lunedì 7 settembre 2015

IL COMPORTAMENTO CRIMINALE DELL' UNIONE EUROPEA - di Magdi Cristiano Allam

L'Ue, da un lato, fa finta di niente per non inimicarsi la Turchia, dall'altro sembra essersi rassegnata ad accogliere decine di migliaia di siriani in fuga dalla guerra.
Mentre i terroristi dello «Stato islamico» dell'Isis sono a 8 chilometri dal centro di Damasco, pronti a dare la spallata finale al regime laico di Assad e prossimi a perpetrare il genocidio di cristiani, alauiti e curdi, l'Unione Europea, da un lato, fa finta di niente per non inimicarsi la Turchia, dall'altro sembra essersi rassegnata ad accogliere decine di migliaia di siriani in fuga dalla guerra.
Da una guerra che è stata voluta nel 2012 da Unione Europea, Stati Uniti, Turchia, Qatar, Arabia Saudita e Kuwait, nel culmine del fervore per la menzogna mediatica della «Primavera araba», che ha disintegrato il territorio della Siria, posto fine ad uno Stato sovrano, provocato finora oltre 215.000 morti.
Il comportamento dell'Unione Europea non è solo ipocrita, ma è criminale. Perché dopo aver sostenuto non solo politicamente, ma anche finanziariamente e militarmente, una coalizione di terroristi islamici che hanno scatenato la sanguinosissima guerra civile, tra cui ci sono i Fratelli Musulmani, il Fronte Al Nusra (alleato di Al Qaeda, da cui è sorto prima lo «Stato islamico dell'Iraq» nel 2006, poi l'Isis nel 2013 e infine lo «Stato islamico» nel 2014), l'Esercito dei Mujahidin, il Fronte islamico, la Brigata Ahfad al Rasul (Discendenti di Maometto), ebbene l'Unione Europea continua a perseguire lo stesso obiettivo dei terroristi islamici, Isis compreso, ossia la caduta del regime laico di Assad. Ci rendiamo conto che, se oggi quest'Europa si divide sull'accoglienza di decine di migliaia di siriani, cosa accadrà quando diventeranno centinaia di migliaia e poi milioni, nel momento in cui l'Isis controllerà tutta la Siria e poi l'Iraq, con il proliferare delle teste mozzate e il fuggi fuggi generale?
La Turchia è lo specchio fedele dell'ipocrisia e del crimine. Erdogan è il grande burattinaio del terrorismo islamico dei tagliagole dell'Isis e dei taglialingue dei Fratelli Musulmani. Lo «Stato islamico» dell'Isis non potrebbe sopravvivere 24 ore senza la disponibilità della Turchia ad acquistare il suo greggio, a fornirgli armi e a far transitare decine di migliaia di terroristi islamici lungo la propria frontiera. Al tempo stesso la Turchia è diventata la roccaforte dei Fratelli Musulmani, ancor prima che venissero estromessi dal potere nel 2013 in Egitto, dove nacquero nel 1928. Ebbene, è un dato di fatto che non solo l'Unione Europea ma anche gli Stati Uniti, sono sottomessi alla strategia della Turchia. Che, da un lato, sostiene i terroristi islamici e obbliga i siriani a fuggire, dall'altro favorisce l'invasione della Grecia, il nemico storico, da parte di decine di migliaia di siriani a partire dalle proprie coste.
Quest'Europa ipocrita e criminale ha l'ultima opportunità per impedire la caduta di Damasco e la fine del regime laico di Assad. Solo un'aspirante suicida può continuare a sostenere e condividere la strategia dei terroristi islamici e favorire la propria invasione da parte di milioni di persone in fuga da Siria e Iraq. Svegliamoci!

mercoledì 19 agosto 2015

ITALIANO DI MERDA! E IL RAZZISTA SAREI IO? - di Nino Spirlì



Ancora un ottimo Nino SPIRLI': a voi la lettura e le considerazioni:

Sabato 15 agosto 2015 – Assunzione in Cielo di Maria Vergine, Madre di Dio – a casa, a Taurianova


BokassaMi giravano i maroni a mille, quando la stampa mondiale pubblicava in prima pagina le immagini dell’incoronazione del cannibale Bokassa sul trono del Centrafrica. Aveva svenduto uranio, elefanti, diamanti, foreste a mezzo pianeta. In cambio di dollaroni per le sue tasche e puttane per il suo letto. Il francese Giscard D’Estaing ne sapeva molto. Ma anche la Spagna, che si era aggiudicato il diritto di ammazzare 5.000 elefanti l’anno per impadronirsi dell’avorio. Fra l’altro…


idi_amin_9791Mi giravano ancora più vorticosamente quando le immagini arrivavano dall’Uganda, dove Idi Amin Dada, padrone assoluto anche delle anime degli ugandesi, veniva scoperto, anche lui, nel suo peggiore peccato: il cannibalismo. Mentre anche lui, coperto d’oro fino alle larghe narici, si cibava dei suoi oppositori, il popolo ugandese era alla fame e viveva più o meno come l’homo erectus… Capanne di merda e povertà inimmaginabile.

Poi, negli anni, abbiamo scoperto che i governanti africani vivevano e vivono ancora come spietati nababbi, mangiando oro e cacando diamanti, mentre i loro sudditi lottano per sopravvivere. E, anche e purtroppo, che ogni suddito è quasi felice di farlo, visto che non si ribella mai e, quando lo fa, è solo per sostituire un tiranno con un altro tiranno.

Una catena di soprusi e violenza che non troverà mai fine in quelle terre lì. O, meglio, sembra che l’unica fine possibile sia l’esodo ultrabiblico verso Rosarno, Manfredonia, Roma, Milano, Finale Emilia, e tutti gli oltre ottomila Comuni italiani (8.047, per la precisione) che li stanno subendo da troppo tempo ormai.

Siamo invasi da africani che scappano!

E mica solo da guerre: no, no. Anche da povertà, malattie, noia e voglia di lucidatrice e Bimby. Arrivano, se arrivano, nel nostro Paese (e non si sa come abbiano trovato così tanto denaro per pagarsi un viaggio di merda), sapendo già che la sgangherata Europa mette a disposizione per ognuno di loro da 30 a 40 euro al giorno per il mantenimento. Se non glieli dai, QUI si ribellano. Rompono, bruciano, feriscono. A volte, ammazzano.

Fanno, a loro modo, dell’Italia, un’Africa più accessibile alle loro pretese! 

QUI, alzano la voce. QUI, si sentono forti. QUI, vorrebbero costruire la NUOVA AFRICA. Meno afosa, più confortevole.

Si sentono più a casa loro, QUI, che ad Abidjan. Tanto a casa loro, che dobbiamo quasi sentirci NOI a disagio davanti a loro.

Due giorni fa, un giovane forzuto e grasso “profugo”, mentre stava cercando, cuffiette alle orecchie e smartphone in mano, l’elemosina nel parcheggio del centro commerciale di Gioia Tauro, mi ha aggredito con un sonoro “Italiano di merda!”, al mio rifiuto di dargli la moneta peraltro non chiesta, ma pretesa.

Gli ho chiesto, con garbo cristiano, da quale Paese dell’Africa provenisse e mi ha risposto, nervoso, “Mali”. A quel punto, senza generalizzare per tutto il continente, né per il colore della pelle o la religione, gli ho schiaffato sul muso un corposo “Maliano di merda!

Non vuoi che il deficiente mi abbia sparato un “Razzista taliano” sul petto? 

Non ci ho visto più e gli ho ricordato un paio di cose sul suo personale DNA. Ancora scappa! E spero che continui a nuoto fino a raggiungere le rive del continente dal quale è arrivato a CASA MIA.

Cose da pazzi! I razzisti saremmo noi???

Personalmente, ne ho gonfie le cisterne! Già non sopporto e non faccio passare le pretese di cancellare la radice CRISTIANA dell’Occidente, checché ne dicano quattro stronzetti senzaDio, figuriamoci se mi faccio offendere sulla Terra di mio Padre. 

E mi auguro che la misura sia colma per tutti. Dio, la Natura, il Caso, chiunque vogliate (scegliete nel mazzo) ci ha seminati, per forma, colore, sapere e religione, in precisi pollai, separati da mari profondi e montagne altissime. Un motivo ci sarà. Chi si sposta, tenta la conquista, ma chi è invaso ha il diritto e IL DOVERE di difendersi. Con ogni mezzo.

Questo, l’Occidente lo ha dimenticato. Apriamo corsi di sostegno!!!

Fra me e me. Italiano.